venerdì 30 maggio 2014

Quando l'allievo è pronto il maestro compare. Ho sempre cercato un maestro. Qualcuno che mi desse delle risposte, qualcuno che mi dicesse cosa fare e come farlo, è stato un po’ il leit motif della mia esistenza. Così, nella storia che sto pensando già da un po’, c'è questa ragazzina un po’ triste, un po’ solitaria e un po’ depressa che ha perso un bel po’ di riferimenti, che cerca risposte. Mentre gli altri ragazzini si preoccupano al massimo di divertirsi lei si interroga su una semplice questione, una questione sulla quale, da bambini, è strano interrogarsi. Che ci sto a fare qui? Inutile dire che il racconto è autobiografico e che molte cose che ci voglio mettere dentro sono esatti resoconti di cose che mi sono accadute. Resta lo scoglio di come fare, scoglio per il quale ho cercato innumerevoli maestri che sono arrivati sempre nella forma che meno mi sarei aspettato. Uno di questi è il libro eternamente vivo di Julia Cameron, 'La via dell'artista', dove la creatività viene interpretata più che come soltanto un mezzo per fare soldi, proprio come un atto sacro di contatto col proprio sé. E l'altro è un libro molto serio, molto didattico, ma cionondimeno estremamente utile. 'Story' di Robert Mckee che sto assorbendo in piccole dosi e che mi sta spiegando cos'è una storia e come si racconta. Sebbene certe volte sono tentato di dare libero sfogo alle fantasie e all'improvvisazione, trovo che in genere questo non porti molto lontano. Invece cerco di dargli una struttura interna, un motivo per esistere e cerco di dare a questa storia un senso, che per ora mi è oscuro. Ma tant'è, che questa ricerca è per ora il miglior maestro che ho.

lunedì 26 maggio 2014


Una matita non definita può fare disastri...e poi devo lavorare sull'inchiostrazione.. sì, sul segno che non funziona... sì, sulla composizione. Ma soprattutto sulla pazienza. Infatti è un po’ come fare Qigong. Più ti sforzi e meno il qi scorre, ciononostante non dovresti mai smettere di provare a stare nel nulla, nel vuoto, nell'assenza di sforzo, per far scorrere il qi. E' un fare senza fare. Ci si può riuscire. Domani ci riprovo.

venerdì 23 maggio 2014

Volevo fare il fumettista, ma non ho mai potuto. Da ragazzino non c'erano i soldi per mandarmi a una scuola d'arte. Il liceo artistico mi fu vietato in favore dello scientifico. E così finii a fare tutt'altro... e questa era la storia che mi raccontavo da giovane. Questa è la storia che tutti ci raccontiamo sul perché e per come non abbiamo potuto realizzare le nostre ambizioni, aspirazioni e sogni. C'è sempre una causa esterna, il karma, il destino, la sfiga. La verità è ben altra. La verità è che molte volte non siamo stati in grado di superare blocchi e paure, non siamo stati in grado di iniziare a fare, non abbiamo avuto forse la voglia di crederci. Certo ci stanno mille e duecento motivi per cui uno poi non inizia mai, e uno di questi è l'insicurezza... di certo era il mio. Da ragazzino ero un insicuro cronico e avevo paura di ogni cosa. Soprattutto avevo la convinzione che alcuni esseri nascessero fortunati, con delle doti e altri no. Alcuni nascevano in famiglie che fortunatamente per loro li sostenevano e li indirizzavano verso le strade che li avrebbero resi 'famosi' e 'di successo', mentre io no... io ero nato in una famiglia problematica dove non c'era molto sostegno per i sogni. Una famiglia dove mancava il senso della direzione e della possibilità. Quindi sono cresciuto senza nessuna direzione precisa e con la paura di non avere alcuna possibilità nella vita... poi non so cos'è successo e tutto questo ha iniziato a trasformarsi. Sono entrate delle 'possibilità' nella mia vita o meglio, io ho imparato a darmi delle possibilità, tra cui, ad esempio, quella di imparare. E ho imparato a fare diverse cose nella vita, ho scoperto che si può apprendere ciò che non si sa, anche per gradi infinitesimali, ma si può... sempre. Così a quasi 40 anni mi sono messo in testa che potevo imparare a fare i fumetti perché avevo sempre desiderato farlo, e non c'era un motivo tipo diventare famoso o fare i soldi. E' proprio che è una cosa che avevo sempre voluto fare. Ho fatto due anni di una  scuola di fumetto, proprio quella che un tempo ammiravo e sognavo (ma che non c'erano i soldi!). E la scuola mi ha insegnato molto ma mi ha anche confuso. Quando sono arrivato c'erano parecchi problemi oltre al fatto che ero un quasi quarantenne in mezzo a un mucchio di ventenni. C'era il fatto che non leggevo fumetti da 15 anni almeno per esempio, non disegnavo più da almeno 10, e non avevo idea della differenza tra un fumetto francese, uno italiano e uno americano. E poi ho capito che, come al solito nella mia vita, molte regole mi stavano strette. A scuola ti fanno studiare autori enormi, gente coi controcazzi di ogni tipo e gli stessi che ti insegnano hanno sempre i controcazzi a disegnare. A scuola ti insegnano che per fare un fumetto e stare sul mercato devi avere una mostruosa tecnica perché il livello negli ultimi anni si è alzato tantissimo e ti stressano su tutto meno che su una cosa: tu chi sei? Cosa hai da raccontare? O meglio, la domanda che nessuno mi ha mai fatto era se volevo raccontare qualcosa e fare l'autore oppure se volevo fare solo i disegni... mi sembra fondamentale come differenza, e siccome nessuno me l'aveva mai chiesto a scuola allora non me l'ero chiesto nemmeno io. Perciò ho provato a recuperare 10 anni di non disegno e 40 di non-ho-mai-realmente-studiato-arte in due anni di scuola. Ovviamente non ce l'ho fatta. C'è gente molto più brava, motivata e preparata di quanto mai io potrò diventare sul disegno. Quindi a un certo punto ho capto che non potevo sbattermi più di tanto sulla tecnica anche perché forse a me nemmeno interessava.  Allora mi sono detto: facciamo una storia. Cominciamo a scrivere, a pensare, a ideare... insomma cominciamo a divertirci. E poi ho pensato a questo blog. Questo blog narra di un processo creativo, ma anche e soprattutto di una ricerca di senso e scopo, di un bisogno di 'fare'. Questo blog parla di imperfezioni... Non ha pretese di qualità perché, appunto, sono solo scarabocchi, e non mira ad alcun fine se non quello di sperimentare ed essere molto contento nel farlo. Questo blog parla di arte, l'arte come vissuta da una persona (me) che di arte ha masticato veramente poco nella vita, ciononostante sente il bisogno di esprimere qualcosa, qualcosa che nemmeno lui sa cos'è... chissà se ci riesco.