domenica 7 settembre 2014

Di censori, cacacazzi e altri simpatici personaggi della mia psiche.

Quando non vai da nessuna parte è perchè c'è qualcuno dentro di te che non vuole fartici andare. Chiamiamolo 'censore', oppure 'cacacazzi'. Il 'cacacazzi' pretende che tu faccia ogni cosa in maniera perfetta prima di poterla mostrare a qualcuno, ma soprattutto pretende di aver chiaro tutto il quadro prima di fare qualunque passo in direzione della tua libera espressione. E così erano settimane che non toccavo foglio, matita, pennarello o che. Mi sono dovuto impuntare, ho dovuto obbligarmi a mettermi di nuovo su quei fogli. Motivo del blocco, la seconda tavola di Iara non era bella. Nemmeno la prima ma almeno la prima mi sembrava avesse una sua dignità. Questa proprio non c'era. Allora dicevo, la rifarò.. in fondo nessuno si aspetta di vederla. Ma il discorso era più psicotico e sottile di una semplice tavola di fumetto fatta male. Il discorso qui non è saper disegnare o meno, non è nemmeno il fatto di farlo a quest'età e non essere sicuri di riuscire mai a imparare a farlo bene.. il discorso riguarda il cacacazzi e il motivo della sua esistenza, e cioè tutti quei cacacazzi prima di lui che ti hanno voluto sminuire o far sentire un coglione per come facevi qualcosa. Ne ho una lista lunga così qui, quindi è normale che il mio cacacazzi interiore sia bello nutrito. Il cacacazzi a volte si trasforma anche nel perfezionismo più sfrenato, o nella mania di acquistare l'ultimo tool, la carta più fica che assorbe meglio l'inchiostro e tutte ste cagate da fricchettone, ma in realtà, la realtà vera, l'unica cosa che sta accadendo è che non stai creando niente. Sta passando il tempo e fai solo 'esercizietti' , 'disegnetti per scherzare', studi anatomia, propsettiva, ti leggi e copi qualche autore metti la roba su facebook e aspetti i 'mi piace' ma non stai creando niente. Alla fine ho dovuto prendere quella tavola così imperfetta, così piena di errori (come al solito) e così banale, e finirla, altrimenti non ne sarei uscito mai. Alla fine nella vita uno deve prendere e fare quel che gli pare senza starci a pensare troppo su. Quindi  la metto qua e sticazzi di come è venuta.


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