venerdì 15 maggio 2015

Daredevil e altre storie



Mi sono appassionato a DareDevil di Netflix. Molti (i soliti eterni scontenti) si sono lamentati della sua lentezza e del fatto che i personaggi parlano troppo, mentre per me questo è il suo punto di forza. Ci sono puntate dove non c'è nient'altro che approfondimento dei personaggi e costruzione della storia. L'ascesa di Kingpin, il conflitto di Matt Murdock e tutto quello che gira intorno a questi due archetipi mi ha fatto amare follemente questa serie come poche altre in questi anni. Questo è raccontare, un raccontare che si prende i suoi tempi e i suoi modi, che per me è vitale imparare, di questi tempi. Ho pochissimo tempo per disegnare e ancor meno per pensare a storie, personaggi, ambientazioni e tutto il mio piccolo universo fatto di bambini, tartarughe giganti e mutanti si è impantanato a causa di una quotidianità iperassorbente, di un lavoro che non concede pause e di una vita bella ma impegnativa in tutti i sensi. Mentre inizio a credere che dovrei disegnare e scrivere di notte riesco a rubare pezzi di tempo e a buttare giù qualche schizzo per la storia autobiografica, e a capire che prima o poi dovrò dedicarmi seriamente a questa cosa del fumetto. Per adesso rimane il sogno, il miraggio, il punto nel futuro che mi rincresce non aver raggiunto. Guardo altri fare tanto, guardo molti preoccuparsi poco del disegno e molto della storia. Leggo qualcosa, cerco, e trovo che mi sembra di fare sempre troppo poco e troppo male. Ma poi c'è qualcuno vicino a me che mi ricorda costantemente che forse a mancarmi non sono il tempo, le storie o le ambientazioni, a mancarmi probabilmente è soltanto il coraggio di fare.