giovedì 31 marzo 2016

Pensavo che..

Alle elementari disegnavo battaglie tra basi spaziali. Prendevo un foglio di quaderno e disegnavo una base sopra (un quadrato) e una sotto (un uovo) e tutti i vari raggi che uscivano da una verso l'altra  finchè una delle due non crollava. Questo mi salvava dalle suore, dai compagni rumorosi, dalla timidezza, dalla paura di essere lasciato lì per sempre da mia madre, dalla fame, dalla voglia di scappare.
A 18 anni disegnavo sui diari per concentrarmi, per passare il tempo, per sfogarmi, per dare un senso a cose senza senso, come l'esame di maturità, la fine degli obblighi, l'inizio di tutte le incertezze e di tutte le mie crisi esistenziali...
Poi ho disegnato per strada, sui muri, per far finta di essere un writer (cosa che non ero), e di appartenere ad una cultura (Hip Hop) che non mi è mai appartenuta. Ma questo mi ha salvato dalla solitudine, dall'assenza di una o più persone importanti nella mia esistenza e soprattutto mi ha dato un buon motivo per continuare a vivere.
Oggi disegno solo quando ho tempo. Perchè quel poco tempo che ho per disegnare è diventata la più potente delle medicine. Disegno a matita e ripasso al computer perchè il poco tempo non mi lascia spazio per le grandi tavole e per l'inchiostrazione... questo mi rende meno figo come fumettista, ma molto felice quando vedo che qualcosa si completa dall'inizio alla fine. Questo mi salva dal dolore che c'è in giro e col quale puntualmente mi confronto.

Insomma non c'è che dire, il disegno mi ha sempre salvato la vita.



venerdì 18 marzo 2016

Cose che cambiano

....le cose cambiano e finiscono... le persone del passato si perdono e muoiono nel passato al quale sono appartenute. Alcune di quelle persone un giorno cercheranno di convincerti che sei stato tu ad andartene e ad averle abbandonate, deluse, offese. Ma la realtà dei fatti è spesso molto più semplice. C'è chi cambia, chi non si ferma, chi procede e guarda avanti anche laddove non vede a un palmo dal suo naso, e c'è chi rimane sulla soglia di un cambiamento a cercare di vedere se c'è qualcosa che può prevedere, a cercare di vedere se crescere è conveniente. Intanto tu che sei cresciuto per forza di cose, perchè non potevi farne a meno, sei cambiato, ti sei trasformato, hai messo fuori altre facce, altre voci e altre vite, magari soffrendo pure, magari mettendoti in situazioni bizzarre e pericolose e che avresti anche voglia di raccontare a quella persona che è rimasta su quella soglia a guardarti andare lontano. Ma quella persona è troppo incazzata con te. Perchè sei troppo diverso, perchè non sei affatto il 'te' che eri 10, 20 anni fa. E allora o tu ti fermi per restare a consolare  quella 'persona' e farla sentire uguale a te, a convincerla che non l'hai abbandonata, oppure continui a camminare, a cambiare, e a rischiare, perchè non ne puoi fare a meno, anche a costo di sentirti, a tratti, infinitamente solo.