sabato 23 dicembre 2017

Ai miei aiutanti invisibili

Niente ti convinceva che c'erano, quando tutto crollava, quando proiettavi simulacri, quando cercavi fuori quello che avevi dentro.  Furono loro stessi a spingerti dentro al disastro e a darti i mezzi per superarlo. Le stesse forze che ti sostenevano, ti mettevano alla prova. E non le vedevi, e non le sentivi. Divenne tutto buio, difficile, faticoso, aspro. E divenne tutto tanto doloroso. Tutto era caos. Ma loro ti dicevano che quel caos era il tuo esercizio, per il quale ti eri preparato a lungo, dicevano, da quelle macerie sorgerà la tua grandezza futura. Sei tu che l'hai voluto. E tu recalcitravi, sbattevi i pugni sul tavolino, come un bambino a cui hanno tolto il giocattolo, e quel giocattolo velenoso che ti era stato tolto era solo un simbolo distorto di un tuo bisogno di sicurezza, di terra ferma. Ma allo spirito non serve la terra ferma. Lo spirito illumina una strada, ti indica dove devi andare, dove lui vuole che tu vada. E ti spingerà a camminare. Non importa quanto dolorosa sia la traversata e quante cose dovrai sacrificare per percorrerla. E loro ti spinsero, è vero ma ti sostennero sempre. Anche quando tu non li vedevi, perchè il tuo sguardo era sempre posato lontano, da qualche altra parte. Ma era lì che dovevi stare, ed era lì che saresti cresciuto di più.

Nessun commento:

Posta un commento